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MANUEL ZOIA GALLERY . SECRET PASSAGE

  -    -  MANUEL ZOIA GALLERY . SECRET PASSAGE

Orari

venerdì 1 aprile:  17.00 – 21.00 Inaugurazione
sabato 2 aprile: 15.30 – 19.00

Modalità di partecipazione

L’accesso è gratuito, senza prenotazione.
All’ingresso è necessario esibire il green-pass.

MANUEL ZOIA GALLERY

Via Pietro Maroncelli, 7, 20154 Milano MI

Dall’inizio dell’attività nel 2018 un’importante linea d’indagine di Manuel Zoia Gallery si è fondata sui temi umanistici in connessione con la contemporaneità tecnologica e in chiave filosofica. Un’attenta ricerca di artisti nazionali e internazionali che trattano l’uomo in interazione con lo spazio, le strutture e le domande profonde che lo circondano. Manuel Zoia Gallery è un progetto d’arte contemporanea stabilito come luogo di dialogo e promozione di artisti di nuova generazione. Esponendo una ricerca artistica che spazia senza distinzione tra pittura, fotografia, scultura, video, performance e installazione, si concentra sulle opere d’arte con una nuova prospettiva d’orizzonte concettuale ed equilibrio formale. Nel Settembre 2021 apre lo spazio espositivo di via Maroncelli, 7 a Milano.

 

Progetto

Manuel Zoia Gallery presenta SECRET PASSAGE, mostra personale di Monica Mazzone accompagnata da un testo critico di Domenico de Chirico. Il progetto espositivo è nato da un percorso di residenza dell’artista, in collaborazione con Colombo Industrie Tessili, azienda storica leader nella produzione dei tessuti per il settore dell’abbigliamento. Intendendo la geometria come linguaggio rigoroso attraverso cui esprimere un apparato emozionale e indagare l’esperienza concreta dell’incontro tra sé e il mondo, le opere di Monica Mazzone diventano la sintesi architettonica della molteplicità delle emozioni soggettive. Da sempre associato nell’immaginario collettivo all’idea di scoperta, il passaggio segreto è spazio di mediazione fra realtà e fantasia, dove giochi di forme e colore disegnano nuove prospettive, mantenendo vivo il ricordo dell’interazione. Geometrie piane, che alludono otticamente ad una tridimensionalità, si dispiegano nello spazio, attivando uno scambio liminare fra apparato pittorico e scultoreo. La mostra è concepita come un accadimento spirituale e di relazione, in cui il fenomeno geometrico sottende alla realizzazione di un alfabeto universale per la comprensione del mondo.