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Looking for Art . Michel Oz

  -    -  Looking for Art . Michel Oz

Orari

venerdì 1 aprile:  15.00 – 21.00
sabato 2 aprile: 15.00 – 21.00
domenica 3 aprile: 15.00 – 21.00

Modalità di partecipazione

L’esposizione personale di Michel Oz verrà inaugurata martedì 22 marzo (vernissage dalle 18:00 alle 21:00) e si concluderà domenica 3 aprile. 
Gli orari dello spazio espositivo saranno i seguenti: martedì-venerdì 14:00-19:00; sabato e domenica 15:00-19:00. 
Per le serate dedicate a (un)fair, lo spazio espositivo prolungherà l’orario di apertura fino alle 21:00 del venerdì 1 aprile, fino alle 20:00 di sabato 2 e domenica 3 aprile. Consigliata la prenotazione all’indirizzo: info@lookingforart.it

Looking for Art

Via Romolo Gessi, 28 – 20146 – Milano

Looking for Art in collaborazione con lo Spazio d’Arte Tirabasso (Via Romolo Gessi, 28) ha creato la prima ed unica Galleria d’Arte d’Italia creata, gestita e dedicata ad artisti emergenti locali. Un luogo di condivisione artistico-culturale per le centinaia di giovani talenti che popolano il nostro paese.

L’obiettivo della nostra galleria d’arte di Milano è di creare nuove e migliori opportunità di crescita portando alla luce un prestigioso spazio di sperimentazione, espressione e condivisione di arte in tutte le sue forme.

 

Progetto

In occasione di (un)fair, Looking for Art ospita l’esposizione personale di Michel Oz (1977), artista italo-argentino che da anni indaga ed esplora la Pop Culture. La sua ricerca si concentra sull’utilizzo di frammenti di manifesti strappati dalle pareti urbane di alcune metropoli e successivamente mixati tra loro al fine di creare una contaminazione artistica e culturale dal forte impatto visivo ed emotivo. Michel Oz, come afferma il giornalista Salvino Cavallaro, «[…]trasforma in opere la realtà urbana. La ricerca di osservazione attenta alla vita raccontata sui muri, sulle lamiere, con lo stratificarsi di manifesti pubblicitari, conduce l’artista a realizzare opere dal notevole impatto espressivo ed emotivo. Le sue creazioni sono istintive, caratterizzate da un equilibrio di immagini e di colori, che emergono dagli spazi lacerati dei manifesti e generano un ‘dialogo empatico’ tra l’opera e l’osservatore».