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GLI EROICI FURORI

  -    -  GLI EROICI FURORI

Orari

sabato 2 aprile: 16.00 – 20.00

Modalità di partecipazione

Ingresso libero contingentato secondo norme di legge

GLI EROICI FURORI

Gli eroici furori è una galleria e spazio culturale situato nella bellissima zona Liberty di Porta Venezia a Milano, fondato da Silvia Agliotti nel 2008. Presenta spesso nuovi artisti, talvolta in Dialogo a due con  artisti storicizzati, sempre nell’ambito di una ricerca che premia spesso l’arte italiana contemporanea, con nuove interessanti proposte.

Progetto

Felici di presentare a Gli eroici furori, per la sua prima personale, Gianni Carluccio,  scenografo milanese che da sempre ha sviluppato un percorso artistico come pittore di ricerca. Molte assonanze del suo lavoro sono compatibili ad atmosfere create da Gianfranco Ferroni, pertanto abbiamo pensato di accostare alcune grafiche, dandogli l’opportunità di intavolare un “silenzioso dialogo” , evocandone atmosfere, ritrovando il clima di realismo esistenziale che affascina ora come allora. Il tempo qui è in gioco come ritrovamento, dialogo che pare impossibile, tempo sospeso e eternamente presente, dialogo muto.

Il titolo della mostra, In Limine, è tratto da uno spettacolo di Carluccio del 1988, che era un adattamento da “Une voix sans personne” di Jean Tardieu, un dialogo inudibile tra due figure, una maschile e una femminile, due altezze musicali: una grave e una acuta.

“ In fondo quello che accomuna il palcoscenico e la tela è l’evocare fantasmi con cui si cerca di dialogare per arrivare a un riconoscimento che non necessariamente coincide con un riposo, anzi spesso è il contrario: lo spaesamento, il leggero scarto che rende attraente una immagine, una piccola trasgressione, stare sulla soglia” – scrive Gianni Carluccio paragonando pittura e scenografia.

In Limine, lo stare sulla soglia. Forme primarie, vasi, bottiglie, oggetti di uso comune…le nature morte dipinte da Carluccio portano dentro anche le cancellature, il disfarsi che si ricrea, l’incontro con un fantasma con il quale cerca di dialogare, l’attesa, il dialogo muto con la polvere dentro a un altarino laico di Ferroni.

Nella polvere l’universo, come in un tempo sospeso al limite di un valico di frontiera.